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L'abbazia di San Benedetto, conosciuta anche come abbazia di San Benedetto in Vallalta si trova nel territorio della frazione di Abbazia, nel comune di Albino, in provincia e diocesi di Bergamo. Le origini dell'abbazia affondano le proprie radici nella prima parte del XII secolo. In quegli anni la zona della valle del Lujo, fatta eccezione per il nucleo di Casale, era praticamente priva di centri abitati e veniva descritta come zona ricoperta da "boscaglia fitta e scura". Come riportato nella cartina dei nuclei storici anteriori all'anno 1000, stilata da Elia Fornoni e riportata da Bortolo Belotti nella Storia di Bergamo e dei bergamaschi, non è fatta alcuna menzione di centri abitati in tutta la valle del Luio. Le terre della valle poste a Sud del torrente Lujo, formalmente di proprietà del Sacro Romano Impero, vennero concesse in gestione dall'imperatore al vescovo di Bergamo. Quest'ultima autorità, nella persona di Gregorio, vi volle istituire un monastero al fine di poter valorizzare terreni altrimenti senza alcuna rendita[2]. Dopo aver avuto l'approvazione del pontefice Innocenzo II, il 24 febbraio 1135 si disponeva l'inizio della costruzione del monastero che durò circa un anno, dal momento che l'atto di fondazione è datato aprile 1136. Il breve tempo impiegato per la realizzazione, considerando l'epoca in cui sorse, il luogo selvaggio e le difficoltà finanziarie, fanno pensare che agli inizi doveva trattarsi di una costruzione povera e di piccole dimensioni. La congregazione che vi si stanziò non era iscritta a nessun'associazione ma poteva essere definita di benedettini tradizionali. Il complesso monastico venne quindi nominato come San Benedetto in Vallalta, essendo in quel tempo la valle del Lujo identificata come Vallalta, per via della sua posizione elevata rispetto alla val Seriana. Il primo rettore provvisorio fu Ansuino, mentre il primo abate regolare fu invece Oprando. L'abbazia era dotata di potere signorile autonomo dall'autorità del vescovo, anche se formalmente rimaneva ad esso legata da vincoli quali la nomina degli abati e la consegna annuale di dodici libbre di cera, da consegnarsi nel giorno del Sabato Santo. Questa subordinazione vescovile esclude la convinzione, dovuta principalmente ad una falsa leggenda perorata per secoli dalla storiografia locale, secondo la quale l'abbazia appartenesse all'ordine cistercense. Trovata per caso!?Non credo...mai niente nelle mie visite e' avvenuto per caso,sempre guidate dall' alto;infatti dentro alla chiesa su un banco, c'era un bel riferimento alla giornata in essere in cui si ricordava la memoria di Santa Maria Alaquoque a cui e' apparso Gesu facendole le promesse del Sacro Cuore ;la mia attenzione e' stata richiamata su un piccolo vademecum con le indicazioni dei primi 9 Sabati del mese offerti appunto al cuore di Gesu,pratica devozionale che tra l' altro ho fatto in passato...e mi sono chiesto: che Gesu nn voglia propio in questo giorno invitarmi ad offrirgli questo sacrificioCi penso.🤔🙏😀✋🏰 Grazie a Dio 🙏